Salsapariglia: una Pianta soccorre l’Ambiente Inquinato dall’ILVA di Taranto

La Salsapariglia Nostrana è una pianta rampicante che dal fusto flessibile e delicato, ma cosparso di spine acutissime,
in Italia è nota anche col nome comune di stracciabraghe o strazzacausi.
Le foglie, a forma di cuore, hanno i margini dentati e spinosi, e spinosa è anche la nervatura mediana della pagina inferiore.
I fiori, molto profumati, sono piccoli, giallicci o verdastri, poco vistosi e raccolti in piccole ombrelle; fioriscono, nelle regioni a clima mediterraneo, da agosto ad ottobre.
I frutti sono bacche rosse, riunite in grappoli, che giungono a maturazione in autunno. Contengono semi minuscoli e rotondi. Insipide e poco appetibili per l’uomo, costituiscono una fonte di nutrimento per numerose specie di uccelli.

All’Università Autonoma di Barcellona alcuni ricercatori  hanno scoperto che la Salsapariglia Nostrana può essere utilizzata per la fitorimediazione dei terreni inquinati da metalli pesanti. La natura stessa ci aiuta dunque alla bonifica ambientale di tutte quelle aree come quella dell’ILVA di Taranto contaminate da metalli.

E’ detto fitorimediazione questo processo che permette di utilizzare piante per assorbire metalli pesanti da suoli contaminati e che si spera porti alla bonifica delle aree. Le piante fitorimediatrici, per poter essere considerate tali, devono possedere una tolleranza elevata ai metalli e, specialmente nell’area del Mediterraneo, devono essere resistenti a svariati fattori quali lo stress idrico, elevate temperature estive, suoli con scarso contenuto di nutrienti, pH o troppo acido o troppo basico, salinità e tessitura del suolo inadeguata allo sviluppo delle radici. Inoltre non devono trasferire i metalli pesanti alle foglie, altrimenti questi entrerebbero nella catena trofica attraverso gli erbivori.

La Salsapariglia Nostrana

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