UE: Stop ai piccoli orti domestici. I Semi utilizzati non sono sicuri.

Tra le tante assurdità che stiamo sentendo in questi ultimi anni, alcune bufale, altre purtroppo oramai diventate leggi vere e proprie, quella di oggi vi farà rimanere a bocca aperta.

Sembra che una proposta di legge folle e criminale, proposta di recente a Bruxelles, darà il colpo di grazia alla nostra agricoltura vietando in qualche modo i piccoli orti domestici che molti di noi amano coltivare nei propri giardini o piccoli fazzoletti di terra.

Il pretesto, è che i semi utilizzati negli orti non sarebbero analizzati, approvati e accettati da un nuova speciale agenzia europea.

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Le persone che coltivano pomodori, zucchine, basilico o altri prodotti sul balcone o nel loro giardino potrebbero quindi essere presto considerate dei fuorilegge.

E’ facile immaginare che questa folle normativa non sia altro che un modo per favorire gli interessi delle multinazionali che stanno monopolizzando il settore agro-alimentare, controllando così tutta la nostra catena alimentare.

Ricordo che non molto tempo fa, l’ex presidente del consiglio Mario Monti ha ostacolato tutte quelle leggi che aiutassero in qualche modo la produzione di prodotti a Km Zero, in quanto – secondo lui – anti concorrenziali.

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Questa proposta di legge potrebbe stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala, avvantaggiando così i grandi monopoli.

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Mike Adams su Natural News ha dichiarato:

Come qualcuno potrà sospettare questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta.

Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina, pietra miliare per una vita sostenibile, diventerà un atto criminale.

Noi non possiamo far altro che sperare che questa assurdità si risolva in una bolla di sapone e che – al contrario – si comprenda la necessità di favorire i prodotti a Km Zero, com’è giusto che sia secondo coscienza e secondo natura.

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