Cura i Malati con il Metodo Di Bella, ma in Africa

Un medico italiano, del quale preferiamo non fare il nome, ha dichiarato di aver esportato il Metodo Di Bella sull’arcipelago portoghese, a cinquecento chilometri dall’Africa, dove da 6 anni trascorre circa 6 mesi l’anno come volontario.

Ha anche contribuito a fondare la onlus Apocrianca, associazione formata da medici che hanno scelto di andare dove ci sono più malattie che cure.

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Ecco cos’ha dichiarato sull’Africa:

Perché qui gli ospedali si fanno pagare anche i cerotti, due, cinque euro, non di più. Io faccio le diagnosi al ribasso (ossia dico che si tratta di malattie poco costose) così i pazienti spendono poco e poi li curo fuori senza chieder nulla. Per questo abbiamo creato la onlus, qui c’è bisogno di tutto, dall’Italia ci arrivano le medicine e gli strumenti indispensabili.

Il nostro volontario era andato a lezione da Giuseppe Di Bella, il figlio del professore, da cui ha imparato la cura inventata dal padre (si tratta di somministrare un certo principio attivo in un preciso momento della giornata, che cosa si può mescolare e che cosa no, l’azione degli enzimi epatici, il blocco dei fattori di crescita, ecc).

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Gli africani si ammalano di tumore almeno quanto gli occidentali, il loro cibo è inquinatissimo. Alcune zone del terzo mondo stanno diventando la spazzatura del pianeta e non solo perchè non si differenzia, ma anche perchè i paesi occidentali li utilizzano come pattumiera.

I tumori più frequenti sono dunque il melanoma e quello al tratto digerente (per i motivi specificati sopra), ma ci sono anche molti casi di tumore della mammella, della prostata, dell’ovaio, ecc. So che molti di voi si domanderanno se gli africani non dovrebbero essere immuni o quasi al melanoma grazie alla pelle scura, sappiate che a causa del buco dell’ozono non è più così.

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Il nostro dottore ha dichiarato di curare il melanoma con il Metodo Di Bella:

[…] e, quando la lesione è all’inizio e non ci sono metastasi, ho ottimi risultati applicando il disinfettante iodopovidone, penetra nelle cellule e uccide le maligne”.

Circa un anno fa, in un’intervista, aveva dichiarato di avere in cura una trentina di persone.

In alcuni casi ho visto risultati sorprendenti dopo pochi mesi, senza intervento chirurgico. Una ragazza di 19 anni, all’inizio del 2008 si è presentata con perdite al seno, ghiandole linfatiche già intaccate e metastasi epatica (l’ago aspirato rivelò: carcinoma a piccole cellule). Dopo sei mesi di cura continuativa, il tumore si era ridotto del 90%, abbiamo ripetuto per 2 volte la terapia per un mese e oggi prende solo retinoidi, vitamina E, argento colloidale (potente antivirale che abbino spesso alla terapia).

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E quando gli sono stati chiesti altri esempi, ha risposto:

Tumore alla tiroide in donna di 35 anni, alla prostata in un uomo di 43, carcinoma epatico in 46enne: tre centimetri per due e mezzo le dimensioni, con falda di versamento: dopo otto mesi di cura lesione ridotta dell’80 % , il paziente è ancora in terapia…

Dichiara infine di praticare il Metodo Di Bella anche in Italia, a Ceserta.

Sì, lì ho tutti i documenti clinici che provano la regressione del cancro.

La mia storia più bella? Tumore all’utero al terzo stadio in una giovane donna che rifiutò l’intervento… è guarita ed è diventata mamma.

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