Studio Shock: 200g di Frutta e Verdura in meno, 20mila morti in più

E’ incredibile come in alcuni casi il progresso possa arrestarsi e diventare regresso: è quello che secondo me sta accadendo in campo alimentare grazie all’industria dolciaria e del fast food, alla totale mancanza di educazione alimentare nel sistema scolastico e ad un italiano medio sempre meno consapevole e meno interessato alla propria salute.

In Italia, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e le loro cure costano 1,5 miliardi di euro all’anno al sistema sanitario. Eppure basterebbe così poco:

Secondo uno studio condotto dall’istituto Agroter, il consumo di 200 grammi di frutta e verdura in più al giorno da parte degli italiani equivarrebbe ad una prevenzione di circa 20.000 decessi per malattie cardiovascolari.

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Una delle cose più assurde è che la quota giornaliera media di frutta e verdura consumata in Italia è scesa rispetto a 15 anni fa: oggi si tratta di circa 300 grammi mentre 15anni fa la quota era di 360 grammi.

L’ideale consumo di ortofrutta per una corretta alimentazione dovrebbe essere oltre i 500 grammi. Se il calo dei consumi negli ultimi 15 anni non fosse accaduto si sarebbero potuti risparmiare ben 3,4 miliardi di euro oltre a prevenire 52.000 potenziali decessi da patologie cardiovascolari.

Questo significa che se gli italiani riuscissero a traguardare i 500 grammi giornalieri, in soli 8 anni si potrebbe ottenere un risparmio di circa 8,9 miliardi di euro, senza contare il fortissimo aumento della qualità della vita.

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Educazione alimentare in Italia

Purtroppo però non prevedo margini di miglioramento in Italia, il cittadino medio è ben più interessato – ad esempio – a moda e tecnologia che alla propria salute. E’ assurdo vedere giovani laureati, anche con il massimo dei voti e che dovrebbero essere dei “pozzi di cultura”, totalmente disinteressati alla qualità di ciò che mangiano e di conseguenza al proprio stato di salute.

Diventa così normale ammalarsi più volte l’anno, abusare di farmaci per qualunque cosa e diventare degli schiavi di case farmaceutiche e consumismo in generale.

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Esempi di mala educazione alimentare sono presenti nella vita di tutti giorni: dal collega d’ufficio che fa colazione con un caffè e delle merendine confezionate (probabilmente ricche d’olio di palma, il male assoluto), agli abusi di affettati, ai fast food sempre stracolmi di gente che si ingozza senza soffermarsi un attimo a meditare su cosa sta introducendo nel proprio organismo: vorrei ricordare a tutti che siamo ciò che mangiamo!

Ed il colmo è che secondo un recente sondaggio, l’87% degli italiani è convinta di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata! Esilarante vero?

L’apice dell’ignoranza è poi quello di considerare il Bodybuilder medio (che si differenzia dal Bodybuilder vegano) come un “salutista”, poichè esteticamente attrante e prestante, senza pensare che la sua alimentazione comporta un forte abuso di proteine animali, insaccati, latticini, ecc i quali possono portare gravi problemi di salute nel medio e lungo termine.

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Vi faccio anche notare che chi davvero si preoccupa della propria salute – vedi ad esempio vegetariani e vegani salutisti – è invece spesso schernito dall’italiano medio e considerato come “diverso” o come “integralista”, sebbene ciò possa essere considerato prevedibile da un punto di vista storico: non sarebbe la prima volta che correnti culturali lungimiranti e lontane dal pensare comune siano state demonizzate dalla massa.

Cosa pensano gli italiani, un sondaggio

In un campione di 2000 persone, solo il 9% ha sostenuto di essersi reso conto dell’effettivo calo nel consumo di frutta e verdura, mentre il 21% crede che i consumi siano aumentati. Inoltre, secondo l’Istat il 45% degli italiani ha problemi di peso: 11% obesi, 31% sovrappeso, 3% sottopeso sebbene secondo l’analisi di Agroter l’87% degli intervistati è convinta di seguire un’alimentazione sana.

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